“I like it in the city when the air is so thick and opaque….”

Ogni giorno dal finestrino del treno lo sguardo si posa sullo squallore dei quartieri industriali. Nient’altro che ferro, negozi cinesi e spazzatura accumulata ai bordi delle strade.
Ho sentito dire che l’animo delle persone si imbruttisce quando gli occhi non percepiscono bellezza. Non so se è vero, ma penso a chi vive nelle zone più belle di Napoli, quelli che al mattino possono svegliarsi, aprire la finestra e vedere il mare… Quella sì che è una vera fortuna…
Io, nel mio piccolo, ogni giorno provo a ritagliarmi un momento di poesia. Metto su gli auricolari e ascolto la musica che mi piace, mi concentro sull’orizzonte e penso… Ai fatti miei, al messaggio carino che ho ricevuto, alla nuova persona interessante conosciuta, agl’amici che ho dovuto lasciare da parte ma a cui voglio ancora bene…
Ascoltare la musica più dolce del mondo, magari suonata al pianoforte, mentre un treno arrugginito mi porta a casa mi aiuta a non pensare alla stanchezza, alla frustrazione, all’incontro spiacevole, all’impazienza…
Non è facile… cacciare via i pensieri tristi, soprattutto in questo periodo… Ma ci sto provando, ci sto provando davvero! Perché non ce la faccio più a piangere… Sono esausta…
È quasi dicembre ma io sono ferma a questa estate… Non mi sono mossa di un passo.
Ho chiesto aiuto per poterci riuscire ma non mi è stato concesso.
Nessuno fa niente per niente.

 

La foto del mese:

On air: “Hometown Glory” – Adele

 

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Coerenza

Nessuna novità, è andata come va sempre. Non mi sorprende, fa parte della normale successione degli eventi.
Rassegnazione…

Sognavo un autunno dolce… Ma non l’avrò, non avrò niente. Io non ho mai potuto trattenere niente, tutto scivola via… Come sabbia dai pugni chiusi. Ci provo a stringerli ma scivola lo stesso… E non resta niente, non resta nessuno. Solo il silenzio, un assordante silenzio! Ho voglia di urlare, squarciarlo, ridurlo a brandelli! Ma nessuno se ne accorgerebbe.
C’è tanto dolore, adesso… Una quantità enorme, spaventosa di dolore…
Inizia a far male appena apro gli occhi e mi accompagna fino a che non li chiudo…
E ricomincia… Non è possibile evitarlo. Mi aspetta pazientemente, è così fedele…

Svegliarsi già con il bisogno di piangere è devastante. Non credo esista un termine più adeguato. È orribile, perché influenza tutta la giornata, toglie completamente la voglia di viverla…
Mi ritrovo a compiere i soliti gesti ma sono del tutto privi di significato… Cammino per strada con gli occhi fissi a terra… Mi sento uno zombie… Se alzo la testa e guardo le persone mi sembra che abbiano tutte la stessa faccia… Niente suscita il mio interesse, tanti libri da leggere, tante cose da fare ma nessuna voglia di muovermi… È il cervello che si spegne, lo fa per difendersi. Se s’accende inizia a pensare, se pensa gli occhi si bagnano. È automatico.
Li lascio così, spenti, senza scintilla… Non è una novità, non mi sorprende.

Sono stata a tanto così dalla felicità! Ce l’avevo a portata di mano, bastava allungarne una…
Non me lo perdonerò mai.

La foto del mese:


On air: “Untitled three” (Samskeyti) – Sigur Ros

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A te che non leggerai

Mi manca la luna, stanotte…
D’altronde come potrebbe non mancarmi? Quest’estate l’ho guardata spesso… E spesso l’ho condivisa con te.
Abbiamo vissuto molte notti, insieme. Lunghe, vellutate, dolci… Le abbiamo trascorse abbracciati o al telefono, ore ed ore a ridere e poi a stupirci dei sospiri…
Ore trascorse a parlare di tutto o a guardarci, in silenzio. Studiare i lineamenti dei nostri volti con meticolosa attenzione…
Ho maledetto la luce del giorno che filtrava invadente dalle finestre, perché s’insinuava tra i sussurri e interrompeva le tue parole e i miei pensieri… Quante parole e quanti pensieri…
Abbiamo vissuto fuori dal tempo e dallo spazio, lontani dal mondo e perduti in un inaspettato incantesimo.
E la luna ci ha fatto compagnia…
Vorrei che restasse sempre piena e luminosa come quando mi hai teso la mano per la prima volta… Ti ho concesso la mia con forte imbarazzo, allora. Quasi ne ho avuto paura. Se potessi tornare indietro sarei io a stringertela forte, a sorprenderti con un gesto semplice.
Ma non è possibile, “si va avanti”, come dici tu…
E intanto l’estate volge al termine e credevamo ne saremmo stati contenti.
Noi che abbiamo atteso impazienti che tornasse settembre… So che rimpiangeremo un po’ questo strano agosto…
Io conserverò ogni singolo istante, perché è stato incredibilmente prezioso e comunque era molto più di quanto osassi sperare.
Non ti ho mai chiesto niente e mai avrei voluto… Forse non ce n’era neanche bisogno, ché in fondo tutto ciò che desideravo sentire o ascoltare arrivava da sé, con una semplicità innaturale…
Non ti ho mai chiesto niente, ma stanotte sento la gola stringersi e ho davvero paura di vederti andar via!
Per questo ti prego, non farlo! Donami ancora una piccola parte di te! Non te ne pentirai, lo giuro!

La foto del mese:

On air: “Untitled six” (E-bow) – Sigur Ros

 

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Aspettative

Ormai è un mese che abbiamo traslocato. Casa mia, quella di prima, mi manca molto, ma sto provando ad apprezzare i lati positivi del vivere qui… Non senza sforzo…
Ma proviamo a stilare la classica lista dei pro e dei contro:

PRO

CONTRO

C’è silenzio e tranquillità per tutta la giornata e tutta la notte.

La mattina uno stormo impazzito di uccellini psicopatici mi sveglia all’alba!

Ci sono gli alberi (io adoro quello di limoni e quello di ciliegie!)

Gli alberi sono troppo alti e non si riesce a cogliere una beata mazza!

La casa è grande e bella.

Ci vuole molta più fatica per tenerla pulita!

Niente traffico, niente clacson, niente smog.

I mezzi di trasporto pubblico sono troppo lontani da raggiungere a piedi.

Quando piove c’è un forte odore di terra bagnata.

Ci sono troppi insettucoli volanti!

Non ci sono altre strutture vicino, quindi vedo un’ enorme porzione di cielo. La notte la luna è grande e limpida e di giorno le nuvole sono enormi e vicine, sembra di poterle toccare…

Nessuno è contento di venire a prendermi quassù, la sera.

Si vedono dei bei tramonti, soprattutto quando porto il cane a spasso per la campagna circostante.

Resto un po’ ad ammirare tutto quel rosso e sorrido.

Mi sento maledettamente sola.

Ho molto tempo per leggere e pensare…

Mi sento stramaledettamente sola.

La verità è che questa è un’estate strana. Non doveva andare così. Dovevo fare un megaviaggio con un’amica che da un po’ è totalmente assente. Dovevo godermi la libertà e l’ozio mentre non passa giorno che non pensi: “Dei, quanta voglia ho di tornare a Ponticelli, in quella scuola infernale!!”
Davvero, ho voglia di tornare a lavoro. Non vedo l’ora che torni settembre per ricominciare a svegliarmi la mattina prestissimo, co’ du’ borse sotto agl’occhi che arrivano al mento, sbattermi tra treni, metropolitane e autobus, tornare a casa esausta e un po’ frustrata perché a volte pare che tutto l’impegno del mondo non sia sufficiente a far entrare qualcosa in quelle zucche vuote che poi, però, quando mi incontrano per i corridoi mi saltano addosso, mi abbracciano urlando e mi baciano davanti alla vicepreside (facendo in modo che mi guardi male! Porca miseria!) e… niente…. Mi mancano quelle zucche vuote.
E non sono le sole a mancarmi. Mi mancano i miei colleghi, con cui sparliamo di qualsiasi cosa e ridiamo, ridiamo tanto… Me ne manca uno, in particolare…
Tra le tante cose positive che questa esperienza ha portato nella mia vita ce n’è una, la più bella, la più importante: ho un nuovo Amico.
Qualcuno con cui sono d’accordo praticamente su tutto (ed è incredibile!), qualcuno con cui il silenzio non è imbarazzante, ma ricco di significato. Qualcuno che finisce le mie frasi e mi capisce anche solo guardandomi negli occhi.
Tutto questo è prezioso e voglio davvero che duri. Quando finirà questo lavoro voglio portare con me anche lui, oltre ai ricordi. Spero che vorrà seguirmi, perché non saprei più farne a meno, adesso che l’ho conosciuto e che è diventato imprescindibile.
Che dire? A tutti voi, sia che siate già partiti, sia che vi prepariate a farlo, auguro buone vacanze!
Ogni tanto pensatemi, così forse mi sentirò meno sola… 😦
(Mamma, che allegria! …Ok, la smetto.)

A presto! ^_^*

* Ale

[On Air: “Blood” – The Middle East]

°*°*°*°*°*° °*°*°*°*°*° °*°*°*°*°*°

La foto del mese:

“La quiete dopo la tempesta” – Giancarlo Malandra

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Passaggi

Saluti!
Vi scrivo dalla scuola perché nella casa nuova non ho ancora internet.
Ebbene sì, casa nuova.
È qualche giorno ormai che ho cambiato appartamento, zona, vista… Sapevo da tempo che sarebbe successo ma non ho voluto pensarci fino a che il giorno è arrivato e mi è piombato addosso come una doccia fredda.
Ho lasciato il mio nido, il posto in cui ho vissuto tutta la vita. Ci sono tornata ieri mattina per prendere le ultime cose e ho avuto qualche minuto per restare da sola, ad ascoltare il silenzio.
Le stanze vuote dopo il trasloco si sono riempite di colpo di mobili, di specchi, di volti… ricordi… Lì ho imparato a camminare, lì ho passato la mia infanzia solitaria, con i miei peluches e le mie bambole. Decine. E ognuno di loro aveva un nome. Lì ho spento le candeline su torte fatte in casa, ogni anno, fino a quando ho deciso che non avrei più festeggiato il giorno della mia nascita.
Tra quelle mura ho litigato con i miei, ho studiato per gli esami, ho pianto, ho riso, ho cantato a squarciagola e parlato per ore al telefono con le mie amiche…
Lì ho scritto pagine e pagine di diario, lì mi sono addormentata tutte le notti e ho sognato… ho sognato tanto…
Adesso le pareti sono completamente spoglie, non ci sono più i miei poster, non ci sono le foto… Non c’è traccia di noi, delle nostre esistenze. E quando qualcun altro riempirà quegli spazi il nostro passaggio sarà definitivamente cancellato, nulla rimarrà, neanche nell’aria.
Qualcuno diceva che una casa è “solo mattoni e calce”…. Probabilmente è così. Probabilmente questi sono solo stupidi sentimentalismi. Ma quello era il mio posto e mi mancherà tantissimo.
Attualmente sono sommersa dai pacchi e dagli scatoloni e a volte mi sento come uno di questi. In attesa di sistemazione. Alcuni non ho ancora il coraggio di aprirli né voglio forzarmi. Devo abituarmi all’idea di incasellare di nuovo le mie cose in spazi e modi diversi. Oggi non sono ancora pronta.

Sono spaventata dalle novità, dalle cose che non posso controllare, dai cambiamenti improvvisi… Penso a questo, oggi, mentre avverto che non c’entra nulla il luogo in cui vivi. Se hai le radici solide il vento non può portarti via. Io le radici non le ho mai avute, per questo ho paura.

La foto del mese:

On air (negli ultimi giorni): “Late night, Maudlin Street” – Morrissey

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