Io ci sono. Anche se non mi vedi, anche se non ascolti la mia voce, anche se non sai cosa succede nella mia vita, io ne ho una.
Il fatto che tu oggi non ricordi come suona la mia risata, il fatto che se ripensi al mio viso vedi solo fumo, non vuol dire che non sono più qui. Esisto. Respiro. E penso.
Non è come con gli incubi, che svaniscono appena ti svegli. Non è come una brutta scena di un film dell’orrore, che ti copri gli occhi ed è come se non l’avessero girata perché tu non l’hai vista e non la vedrai mai. O come una canzone triste alla radio, che ti basta cambiare stazione per ascoltarne un’altra.
Io ci sono, indipendentemente dai tuoi desideri. Le persone non si cancellano con la gommina della matita. Le persone non sono errori, sono fatte di carne e di ossa, di sangue che non si secca nemmeno con la più decisa indifferenza e di sentimenti che non hai il potere di annullare semplicemente voltando le spalle.
Mettermi da parte è stato comodo e lo è tutt’ora. Ma prima o poi dovrai fare i conti con il tuo passato e sarà difficile per te, perché non l’hai mai affrontato mentre era presente e non saprai gestirlo.
Tutta la rabbia che ho provato, tutte le lacrime che ho versato… Sono stati passaggi orribili eppure necessari. Adesso sono in pace con la mia coscienza e non so se tu puoi dire lo stesso.
Voltare pagina così in fretta senza neppure aver finito di leggerla… Imporsi di dimenticare e andare oltre sapendo di aver lasciato così tanto in sospeso… Non è coraggio, non è saggezza. È vigliaccheria!
È paura. Io so bene cos’è la paura, so riconoscerla quando la vedo. Ma quando costruisci una fortezza sulla paura le sue basi non sono solide. Tutto potrebbe crollare da un momento all’altro, ed io non te lo auguro ma se accadesse ti direi che lo meritavi.

René Magritte – “La Reproduction Interdite” (1937)
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